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42 - Sarà il sentiero dell'estate 2020

Un itinerario classico per chi frequenta la zona, non troppo impegnativo ed adatto alle famiglie, che permette di abbracciare con lo sguardo e con l’anima panorami grandiosi ed unici.
Salire in primavera inoltrata da Pian della Regina fino al Lago Chiaretto passando per il Pian del Re (il meno frequentato sentiero dei Quarti in questa stagione presenta tratti ancora parecchio innevati) offre l’opportunità di camminare in mezzo a fioriture spettacolari che variano man mano che si prende quota: dalle gialle distese di ranuncoli e tarassaco fino al rosa carico dei primi cespugli di rododendro, passando per le infinite sfumature blu e porpora di genzianelle e violette.
L’itinerario è reso ancora più suggestivo dalle cascate del giovane fiume Po, assai copiose d’acqua in questo periodo dell’anno, e dalla presenza dei laghi Fiorenza e Chiaretto appena scongelati.
Poco sopra Pian della Regina, la prima cascata del Grande Fiume si allarga maestosa su un pendio verde smeraldo con il Monviso ed il Visolotto che si ergono severi sullo sfondo.

Continuando a salire, poco sotto al Pian del Re si raggiunge la seconda e più spettacolare cascata del Po, che compie un salto più alto, subito a valle della piccola chiesetta di Madonna della Neve. La cascata si può ammirare dall'alto, percorrendo il sentiero recentemente riattato che congiunge i due pianori, oppure frontalmente arrivando ai suoi piedi, servendosi del sentiero che sostanzialmente costeggia il fiume e che poi si ricongiunge al precedente tramite un breve tratto più ripido.
Superata Madonna della Neve in pochi passi si arriva a Pian del Re. In uno spazio relativamente poco esteso l’anfiteatro di montagne spazia dal Viso Mozzo alle Traversette, ed è dominato dal Re di Pietra, il Monviso.

L’altipiano in questa stagione è ancora chiuso al traffico, perciò salendo al mattino presto si può godere di uno splendido silenzio e prendersi del tempo per raggiungere le sorgenti del Po e constatare quanto questa zona sia ricca di rii e cascatelle che vanno ad alimentare il fiume che diventa subito un bel torrente dal corso impetuoso. Le sorgenti, contrassegnate da una scritta su una grossa pietra, sono ricche d’acqua proprio soltanto alla fine della primavera. Nei mesi successivi sono generalmente più asciutte.

La salita prosegue su un sentiero ben tracciato che passa sopra le sorgenti e si innalza sul Pian del Re per raggiungere senza difficoltà il lago Fiorenza in circa venti minuti di cammino. Il sentiero regala scorci di assoluta bellezza sul corso del fiume, che come un tortuoso nastro argenteo taglia il pianoro per iniziare la sua corsa verso valle.
Il lago è lo specchio naturale del Monviso e del Visolotto che solo qui riflettono le loro maestose sagome nelle acque, regalando un senso di pace assoluta e di bellezza capace di mozzare il fiato anche dopo infinite volte che si raggiunge questo luogo.

Se si desidera godere di ulteriori scorci è possibile abbandonare il sentiero e salire con un po’ di attenzione sulla destra su un breve e ripido pendio che conduce a Pian Fiorenza. Da qui gli occhi possono cogliere tutta la superficie del lago, mentre dal versante opposto si possono contemplare Pian della Regina ed il corso del fiume.

Proseguendo sul sentiero maestro si costeggia il lago, quindi si inizia a salire più decisi per una quarantina di minuti, attraversando qualche tratto ancora innevato. Il Fiorenza diventa sempre più piccolo fino a scomparire dietro alle nostre spalle.
Il panorama è dominato dalla presenza titanica del Monviso, con le prime nuvole che fluttuano intorno alla sua mole. Le sue morene sono ancora in parte innevate, ma la recentissima frana è adesso ben visibile.
Il piccolo e rosso bivacco Falchi-Villata si distingue minuscolo su uno sperone di roccia del Re di Pietra.

In breve si raggiunge la conca del lago Chiaretto, una perla dal singolare ed unico colore turchese incastonata ai piedi delle montagne. Attraverso una traccia fra cespugli di rododendri che iniziano a regalare le prime fioriture, è possibile scendere sino alle sue rive.

Il silenzio del luogo è rotto dal cupo ed inquietante rombo delle continue scariche di pietre attraverso i canaloni di questo versante del Monviso.

La via del ritorno si può fare ripercorrendo quella dell’andata, oppure lungo il sentiero dei Quarti, ma in stagione più avanzata.

Elena Cischino

Ingegnere, appassionata di paesaggi di montagna in tutte le stagioni, che vive attraverso escursioni alla portata di tutti nelle valli intorno al Monviso, condivide le sue esperienze di cammino nella rubrica Racconti di un’escursionista qualunque sul sito web monvisopiemonte.com.

Testo e immagini di Elena Cischino, tutti i diritti sono riservati

Ultimo aggiornamento: 09/06/2020 16:15
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